18
Ott

Un’antica amicizia od un clandestino a bordo?

Una straordinaria scansione tridimensionale di un pezzo di ambra fossile rivela un’antichissima immagine di simbiosi tra un Efemerottero e un Collembolo.

 Testo di Roberto Battiston

 Possiamo immaginare la sorpresa del Dr Penney e del suo gruppo di ricerca alla University of Manchester quando hanno notato il piccolo corpicino ancorato con le antenne al torace di un’effimera, intrappolato con questa in un pezzo d’ambra dominicana di 16 milioni di anni.

Quello che avevano davanti era un caso mai osservato prima di foresi, ossia il trasporto da parte di un animale di un secondo di una specie diversa e generalmente molto più piccola, che usa il primo come mezzo di trasporto e strumento per la dispersione. 

Questo comportamento si osserva oggi piuttosto raramente ma con casi talvolta spettacolari come l’ Arlecchino (Acrocinus longimanus), quel meraviglioso coleottero sudamericano dalle lunghe zampe anteriori che è solito trasportare in volo sotto le elitre numerosi pseudoscorpioni.

I due personaggi sono in questo caso un’Effimera, organismo dell’ordine degli Ephemeroptera che deve il suo nome ad una vita adulta brevissima, la quale si consuma per lo più in un volo nuziale estivo consumato sopra un corso d’acqua dopo una lunga vita larvale passata sul fondale, ed un Collembolo, minuscolo insetto che spesso troviamo anche in ambienti urbani intento a mangiucchiare detriti organici. Non sappiamo come questi due “amici” si siano incontrati ma abbiamo una fotografia della loro relazione. Quando si sono incontrati una goccia di resina è caduta loro addosso imprigionandoli in quella che sarebbe poi diventata ambra fossile, immortalandoli nella loro posizione per sempre. Un’incredibile scansione tridimensionale ha restituito da quell’intricato groviglio di corpi la loro identità   nonché un comportamento sconosciuto che viene dal passato, lasciando tutti sbalorditi visto che una simbiosi di questo tipo non era affatto nota in questi animali (a parte un singolo ed incerto caso trovato nell’ambra Baltica), ma può dunque spiegare il grande potere di dispersione dei collemboli, senza ali di piccole dimensioni, ma presenti un po’ ovunque.

Se questa particolare forma di simbiosi è abbastanza comune tra gli pseudoscorpioni ma invece più rara  in altri casi, appare interessante chiedersi se non la stiamo sottovalutando come strategia di dispersione e quale sia la sua reale portata. Inizialmente il Dr Penney aveva infatti scambiato il piccolo collembolo per uno pseudoscorpione e solo dopo la scansione tridimensionale ne ha identificato le reali fattezze notando peraltro delle antenne apparentemente ben specializzate per l’ancoraggio su ospiti accondiscendenti. La microscopia digitale e l’elaborazione tridimensionale delle immagini, regalandoci dettagli sempre più minuti, stanno rivoluzionando non solo la paleontologia ma il nostro modo di studiare le forme e la vita.

Quanti passeggeri abusivi ci sono davvero intorno a noi?

 

Fonte (con eleborazione video 3D):

16 million-year-old amber specimen reveals unknown animal behaviors

Per approfondire:

Penney D, McNeil A, Green DI, Bradley RS, Jepson JE, et al. (2012) Ancient Ephemeroptera–Collembola Symbiosis Fossilized in Amber Predicts Contemporary Phoretic Associations. PLoS ONE 7(10): e47651. doi:10.1371/journal.pone.0047651 dx.plos.org/10.1371/journal.pone.0047651
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