18
Nov

Per (s)fortuna che ci sono loro

Sono i ditteri più noti, nonché i più detestati. Ma dietro all’antico adagio che descrive le zanzare come “inutili” abitanti del pianeta si cela un’importante riflessione sulle relazioni ecologiche tra insetti, uomo, animali ed ambiente.

Testo e foto di Marco Salemi

Sicuramente il titolo potrebbe risultare poco comprensibile, ma anche la funzione delle oltre tremila specie di zanzare censite al mondo rimane ancora oggi non molto chiara, vista la loro presenza in quasi tutti gli ecosistemi del pianeta.  Molti studiosi e ricercatori sono ancora alle prese con questo molesto insetto, confrontandosi in numerosi dibattiti per riuscire a comprendere come mai esistano così tante specie diverse di zanzare e a cosa servano.  

In questo periodo di novembre, nella nostra penisola, possiamo stare oramai tranquilli senza più quei fastidiosi ronzii ed irritanti punture, fonti principali dell’insofferenza verso questi insetti. E tuttavia, visto lo strano clima che ci troviamo ultimamente, non è difficile scorgere anche in questi ultimi giorni autunnali (specialmente in quei momenti della giornata più caldi, verso tarda mattina) svolazzare goffamente, ancora intontito dalla fresca rugiada dell’alba, quel mordace seccatore a sei zampe che pensavamo si fosse estinto (almeno per quest’anno!).

 Non c’è dubbio alcuno che questi artropodi vampireschi causino non pochi fastidi e problemi alla nostra comunità, tra cui si annoverano in primis quei pruriginosi bozzi che ci ritroviamo sull’epidermide nelle calde sere d’estate, con il rimanente classico segno a croce sulla pelle lasciato dalle nostre unghie per sopperire al fastidio (strascico di un vecchio insegnamento genitoriale condito da ricordi d’infanzia personali …). Sappiamo benissimo, inoltre, che queste pungenti bestiole sono portatrici, oltre che dei fastidiosi sibili nei nostri padiglioni auricolari, di malattie come la malaria, che causano ancora oggi non poche vittime nel mondo  insieme a molte altre parassitosi che questo minuscolo insetto a volte zebrato può veicolare nell’uomo.

Ancora oggi capita di sentir discutere di questo insetto, ed è inevitabile formulare l’eterna domanda: “A cosa servono questi disturbatori alati?”

È brutto e forse strano a dirsi, ma potremmo azzardare che le zanzare, tutto sommato,  “facciano girare l’economia”, quasi meritevoli dell’appellativo di “Insetti anticrisi”. Non voglio certamente suscitare alcuna polemica sulle sofferenze che le zanzare producono negli esseri viventi (uomo ovviamente incluso), ma se pensiamo brevemente a quanti vaccini vengono prodotti all’anno per salvare vite umane tutto sommato, in questi periodi di crisi finanziaria presente un po’ dappertutto, le zanzare contribuiscono a modo loro all’economia, dando lavoro a molti professionisti nel settore sanitario.

E’ una piccola riflessione, magari un po’ triste da fare, ma potremmo menzionare una lunga  lista di creme lenitive e spray antizanzare che vengono commercializzati nel mondo creando dei veri e propri business monetari; potremmo inoltre citare il caso del Giappone, dove alcuni scienziati studiando l’apparato succhiatore di questo insetto sono riusciti a realizzare una siringa meno dolorosa per le persone affette da problemi di diabete.

Siamo infine in grado di affermare, con una certa convinzione, che se non ci fossero questi insetti alcune specie di altri animali non sussisterebbero a lungo. Funge da esempio la Francia, dove molti uccelli rari nidificano solo in Camargue, e non poco tempo fa una forte diminuzione d’insetti causata da inquinanti industriali, espansione di pratiche agricole e cacce intensive mirate a ridurre le zanzare, ha drasticamente ridotto il numero di deposizioni di una specie di uccelli presente in questi particolari luoghi paludosi. E quanti altri animali si nutrono di questo apparente seccatore, anfibi, rettili perfino pesci come la Gambusa affinis, utilizzata propriamente in quei posti dove sussiste il bisogno di abbassare numericamente il dittero scocciatore…

E’ inoltre doveroso ricordare che, su tutte le specie conosciute nel mondo, solo un paio di centinaia di questi insetti pungono in generale, e solo le femmine di solito assumono sangue per la maturazione delle uova; normalmente invece, oltre ad essere fonte di cibo per diversi predatori, sono anche insetti impollinatori, e al tal proposito richiamo un articolo scritto da Dina Fonseca della Rutgers University e pubblicato qualche anno fa sulla prestigiosa rivista londinese “Nature”  che dichiarava :” Che mondo sarebbe senza zanzare? Un mondo senza cioccolato”. E’ risaputo, infatti, che queste zanzare fanno parte dei grandi impollinatori di piante di cacao nelle colture tropicali.

Ci si potrebbe ora domandare: eliminando questi noiosi insetti dalla faccia della terra, forse altre specie di invertebrati occuperebbero la loro nicchia ecologica nel nostro già fragile ecosistema? Chi lo sa, si potrebbe fare un tentativo, ma sempre con il rischio di perdere  preziosi pipistrelli che con le loro scorribande notturne eliminano nutrendosi molti di questi insetti, o i caribù nell’Antartico che scelgono i loro percorsi proprio in base alla presenza delle zanzare, qualche “insignificante” ragnetto che con enormi sforzi tesse la sua tela aspettando che il dissanguatore ci caschi sopra, oppure delle bellissime salamandre che si nutrono delle larve di questo rompiscatole. La lista rischia di essere troppo lunga.

Tralasciando le molte domande etiche naturali che ci possiamo porre, è di grande interesse lo studio di questo insetto esattamente per il compito che svolge per il nostro pianeta.

 Infine, una considerazione di carattere personale: le larve di zanzare con la loro “peluria giovanile”, quando si contorcono nelle pozzanghere, sono molto fotogeniche… e pruriginosamente simpatiche.

 

 

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