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Dic

Come realizzare un microfono parabolico “à la Telinga” (Seconda parte di due)

Imitare i microfoni Telinga è un miraggio: ecco la seconda e ultima tappa del nostro percorso di timidi imitatori.

Testo e foto di Cesare Brizio

Disclaimer

Nota: il marchio Telinga è protetto dalla Legge. 
Visitate il sito http://www.telinga.com/
Il progetto qui descritto è stato ispirato dall’articolo
“The theory behind parabolic microphones” a suo tempo
reperibile all’indirizzo http://www.telinga.com/attach.htm

ISTRUZIONI PASSO PASSO

Le precedenti istruzioni sono disponibili nella prima parte di questo articolo.

  1. Occorre poi un portalampada a vite stretta “non passante” la parte avvitabile sarà il supporto del gruppo microfoni. Va tagliata a lama calda per quasi tutta la lunghezza (preservando ovviamente il filetto che lo fisserà al cannotto filettato), per infilarvi un separatore di lamierino.

  2. Il lamierino (nel mio caso ricavato da un vecchio contenitore per il ghiaccio) è ritagliato in forma ellittica, serve per separare i due canali “alla Telinga” (è certamente necessaria la lettura dell’articolo citato, ora non più accessibile online,  sotto il titolo per capire la logica su cui si basa questo sistema). La superficie del lamierino è esigua, basta che esso copra il cono di sensibilità di ogni capsula microfonica. Vista la vicinanza delle stesse al lamierino, un’ellissi con l’asse maggiore di 7 cm e quello minore di 5 cm è più che sufficiente (va comunque posizionata accortamente e simmetricamente rispetto al portalampade), avvalendosi del taglio a lama calda qui celato dal nastro adesivo.

    Assemblaggio Capsule e Membrana separatoria

    Assemblaggio Capsule e Membrana separatoria

  3. Montato il lamierino, si fora lo stesso a circa 1 cm dal bordo superiore del portalampade.

  4. Si infila e fissa con dado e controdado al lamierino la barra filettata in modo che sporga equamente da ambo i lati: su di essa si innestano i capicorda con i microfoni all’interno.

  5. Si fora l’assieme portalampade/lamierino da parte a parte, attraversandolo con una vite diametro 3mm lunghezza circa 35mm per evitare che scuota qualora la parabola sia mossa rapidamente.

  6. Il lamierino sporge lateralmente dal portalampade: è agevole fare due piccoli tagli nella parte sporgente e ribadire i due lembi contro al portalampade in modo che non vibri (nelle foto, l’ “american tape” nasconde appunto questo accrocco). Un vecchio antivento per microfoni Karma è abbastanza grande da coprire l’assieme.

  7. I fili connessi alle capsule microfoniche sono fatti passare all’interno del portalampade piccolo, in modo che entrino nel cannotto filettato ed escano dalla sua estremità opposta. Attenzione! Ribadisco che può essere utile discriminare con fili di colore diverso la capsula destra dalla capsula sinistra.

  8. Nell’ordine, si avvitano alla barra filettata: due dadi, il portalampade nero largo con l’apertura verso la parte opposta al microfono (bloccherà anteriormente la parabola), la parabola, un dischetto di gomma, una rondella larga, altri due dadi. Questo assieme è l’assemblaggio parabola, per ora lo si spinge avanti verso i microfoni.

  9. Ci si procura un profilato d’ alluminio a sezione rettangolare lungo circa 50 cm. Esso sosterrà la parabola. Lo si fora dal lato stretto presso un’estremità col trapano a colonna o comunque con attenzione perchè il foro sia perpendicolare alla lunghezza del profilato. Si avvitano sul canotto filettato due dadi, si interpone una rondella, si infila il canotto filettato nei buchi testè creati, si infila una rondella con altri due dadi a seguire, e in questo modo si blocca il canotto filettato al profilato(impugnatura e sostegno per le pile).
    Fissaggio a profilato

    Fissaggio a profilato

  10. Ora servono due scatole per collocare le pile, due piccoli interruttori, due cavi jack mono 3,5 mm (in realtà alla fine ho fatto convergere il tutto su un cavo stereo saldando opportunamente: l’adattatore “2 femmine mono 1 maschio stereo” che avevo pensato di usare era rumoroso nelle prese “mic in” dei miei registratori digitali). Si collega il tutto secondo il circuito illustrato nella prima parte di questo articolo, avendo cura di fissare le scatole per le pile all’impugnatura.

  11. E’ agevole aggiungere, usando una squadretta a “T”, un supporto per microfono, in modo da potere poi usare una colonna di supporto per microfoni o un monopiede/treppiede fotografico.

    Ancoraggio per microfono e treppiede

    Ancoraggio per microfono e treppiede

  12. Il resto si capisce guardando le foto. L’impugnatura della parabola (profilato alluminio) è poi stata rivestita di nastro imbottito per manubri di bicicletta da corsa, ed ho ricavato superiormente un foro in cui ho fissato una vite di passo “treppiede fotografico” per potere fissare il registratore zoom alla estremità superiore della parabola stessa.

  13. La calibrazione (definizione della esatta distanza tra parabola e microfoni, facendola scorrere lungo il cannotto filettato e poi fissandola nella posizione più opportuna) va fatta all’aperto, ricordando quanto illustrato nell’articolo sopra citato: non si focalizza un punto preciso, ma un “energy globe” di una certa dimensione, quindi c’è un’area, non un singolo punto, in grado di dare buoni risultati. Nel mio caso, ho usato un lettore CD collegato a una singola cassa per simulare una sorgente puntiforme distante circa 10 metri, ho verificato le percezioni soggettive con il Vumeter del registratore digitale.

Per inciso, l’effetto in campagna è stato molto sorprendente, in fase di test il guadagno era di pochi decibel (5/6), ma soggettivamente la parabola focalizza (discrimina) benissimo i suoni in campagna. Non è facile fare una calibrazione precisa tenuto conto che i microfoni NON SONO RIVOLTI VERSO LA PARABOLA. In pratica ci sono 9 cm tra la base del portalampade piccolo che regge i microfoni, e la superficie dalla parabola là dove essa è toccata dal portalampade grande rivolto verso di essa.

Spero che il sistema qui descritto, seppure non paragonabile al suo illustre ispiratore, vi sia d’utilità nelle vostre avventure bioacustiche.

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