25
Nov

Come realizzare un microfono parabolico “à la Telinga” (Prima parte di due)

Il grande Klas Strandberg ha aperto la strada: ecco i primi passi per una pallida, ma valida, imitazione dei microfoni del Grande Svedese.

Testo e foto di Cesare Brizio

Disclaimer

Nota: il marchio Telinga è protetto dalla Legge. 
Visitate il sito http://www.telinga.com/
Il progetto qui descritto è stato ispirato dall’articolo
“The theory behind parabolic microphones” reperibile
all’indirizzo http://www.telinga.com/attach.htm

Registrare a distanza

Tra le libertà del dilettante, assieme a un certo grado di deroga dai metodi scientifici ufficialmente riconosciuti e, conseguentemente, a un certo grado di libertà in più, c’è anche quello di potersi permettere il lusso di darsi delle proprie regole. Ad esempio io (anche se un’eccezione c’è stata…) non ho mai catturato un soggetto per registrarlo. Insomma, continuo a seguire l’onda di quei metodi, che ha mio tempo ho definito “a basso impatto ambientale“, a cui ho improntato i miei dieci e più anni di macrofotografia.

Chiamiamola se volete “registrazione sportiva in campagna“, una sorta di bird watching fatto con le orecchie. Sebbene l’intuizione e la pratica mi abbiano da tempo mostrato che la qualità di una registrazione è (entro certi limiti) inversamente proporzionale alla distanza tra microfono e soggetto, spesso è impossibile localizzare con precisione, e meno che meno avvicinare l’oggetto dei miei desideri, la cui posizione generale mi è nota con una certa precisione solo per via “acustica”.

Ripresa Audio Notturna

Ripresa Audio Notturna con microfono ad asticella

Se, nella mia panoplia, i microfoni più “sicuri” quanto a risultato sono i classici microfoni da PC montati su di un’asticella (che pure poi chiedono preamplificazione per essere digeriti dai miei registratori digitali), è pur vero che la cicala sull’albero (o, perché no, il Barbitistes o l’ Oecanthus che non riesco a vedere) non sono tra le prede di questa arma classica. In questa ed altre occasioni, il microfono parabolico (i primi li costruii per registrare gli Uccelli) può tornare utile. Ed eccomi quindi a portare sul nostro forum le istruzioni di costruzioni, già disponibili sulle mie giustamente sconosciute pagine di bioacustica.

Il modello che propongo si caratterizza per leggerezza e per precisione. Non attendetevi un’amplificazione significativa del segnale: la qualità che più apprezzo è la sua direttività, la capacità cioè di discriminare suoni nello spazio quasi come un Sennheiser Shotgun (si, magari…. !).Vi dispenso subito un piccolo consiglio finale pervenuto da fonte anonima: tenete le capsule il più possibile vicino alla membrana: 1.5 mm possono voler dire 6 dB in più rispetto a un centimetro.

ISTRUZIONI PASSO PASSO

  1. Procurarsi due capsule microfoniche – ho usato due CZ034A qui descritte: http://www.goodsourcing.com/main/exec/more/mod/pdts/pid/2fbf9021694zuzr4 da alimentare a 4,5V ognuna, in realtà erano le sole che avessero nel negozio a cui mi sono rivolto, ma col senno di poi sono molto soddisfatto. Ovviamente qualsiasi coppia di capsule similari può funzionare egualmente.
  2. Per inciso, non mi fido del plugin power (e voglio poter utilizzare registratori che non ne sono dotati), non voglio dover preamplificare con un preampli autocostruito, e quindi la realizzazione comprende l’alimentazione da realizzare secondo il circuito qui di seguito schematizzato:
    Circuito di alimentazione capsule microfoniche

    Circuito di alimentazione capsule microfoniche

  3. Nell’assemblaggio, dopo saldate ai fili, le due capsule saranno montate all’interno del rivestimento in plastica di due capicorda da elettricista, sottilissime strisce di gommapiuma aiuteranno i microfoni, ivi stipati a dura forza ma senza esagerare, a rimanere solidali a tale contenitore. La sporgenza del capocorda che alloggia la relativa vite è forata lungo l’asse longitudinale, in modo da poter essere fissata su un pezzetto di barra filettata da 3mm ricavato da una vite lunga circa 6 cm. Ma questo solo dopo che tale pezzetto di barra filettata è stato reso, grazie a due dadi contrapposti, solidale al separatore di lamierino descritto più sotto.
  4. Procurarsi il diffusore di una plafoniera Mareco Luce – una parabola in acrilico per la plafoniera modello “Piatta”. Il codice che deve essere ordinato è: 86307471. Si ordina alla Comet, arriva in 3 settimane, costo 38 Euro (al Luglio 2011).Per eliminare la flangia destinata al fissaggio alla relativa plafoniera, riconducendolo ad una forma parabolica pura al lordo della sezione cilindrica perimetrale, il diffusore plafoniera sarà da sbordare con estrema attenzione e lama arroventata al calor rosso. E’ acrilico rigido, da tagliare a piccoli tratti. La bruttura del taglio irregolare è nascondibile con una bordura fatta con le striscie “para-sportelli” flessibili (acquistate a una Ipercoop), che tra l’altro crea un elegante contrasto bianco/nero. Si veda all’inizio di questo articolo l’aspetto del prodotto finito. Il diffusore parabolico va forato al centro (evidenziato sulla stessa) con punte di diametro progressivo fino ad ottenere un foro di poco più di 1 cm.
  5. Procurarsi del cannotto filettato per lampadari, possibilmente almeno 30 cm. con almeno 8 dadi metallici specifici. i dadi si trovano al Leroy Merlin nel settore illuminazione, trovare un pezzo lungo 30 cm di cannotto filettato può essere meno facile.

  6. Occorre un portalampade a vite larga “passante” (non quelli che si bloccano in cima al cannotto filettato): la parte avvitabile sarà usata per fissare anteriormente la parabola in asse con il cannotto (vedi immagine). Ho interposto un disco di cartoncino rivestito di gommapiuma (trovato non so dove). Sul lato posteriore, una coppia di dadi per cannotto filettato premono una larga rondella ed una rondella di gomma contro la plastica, contrapponendosi al portalampade e bloccando la parabola in asse col cannotto filettato.

    Fissaggio della parabola

    Fissaggio della parabola

    <fine della prima parte – la seconda parte sarà pubblicata nel corso del mese di Dicembre 2012>
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